Roberto Farina

Information (Informazione)November 28, 2006 1:57 pm

Da tempo ormai sto osservando una tendenza che mi fa riflettere.
Un amico mi sottopone questo suo dubbio: "Come faccio ad arrivare ad uno stipendio decente lavorando in Italia?". Ovviamente c’e’ da intendersi sul significato della parola decente, ma il senso mi sembra chiaro: arrivare ad uno stipendio che ti consenta di non avere l’ansia dal dover tirare la fine del mese e concederti una vita dignitosa, non ho detto da nababbo, ma dignitosa.
Bene. In verità non è che stipendi del genere non esistano anche al di qua delle Alpi. Tipicamente, managers e venditori sono coloro che vanno tradizionalmente a braccetto con certe cifre, mentre le cosidette figure tecniche fanno fatica da questo punto di vista.

Ci stavo riflettendo nel weekend, e mi è tornata in mente una frase che lessi su un libro di testo il primo anno di università. Quando c’era la moda / necessità di fotocopiare libri interi per non spendere un capitale, su un libro (o su tutti quelli editi da una casa specifica, ora non ricordo) comparve la seguente frase: "… quando non ci saranno più libri di testo, non ci saranno più fotocopie…". Mutuando l’argomentazione, cosa ci sarù da vendere quando i tecnici si saranno stancati di essere presi a calci nel …

PS: purtroppo Sabato abbiamo perso la vetta della classifica, abbiamo perso di 1 punto! #@!#

MiscNovember 17, 2006 8:37 am

Mercoledì stavo discutendo a pranzo con un amico riguardo al mio viaggio negli Stati Uniti.
Ad un certo punto della discussione questa persona mi dice: "Io ho la soluzione alla maggior parte dei problemi del nostro paese!".
Ovviamente la cosa mi ha lasciato un pò perplesso sul momento, chiedo: "cosa intendi di preciso?".
Mi risponde: "Erasmus obbligatorio per tutti!". (per saperne di più su Erasmus)
La cosa ancora non mi era chiara, dico "spiegati meglio…".
La risposta: "Certo. Comincia a far trascorrere obbligatoriamente alla gente un periodo di studio all’estero, cos’ avrà modo di vedere come in altri paesi treni, aerei e servizi in genere funzionano. Poi vedrai che una volta tornati in Italia non passeranno sotto silenzio i ritardi cronici dei treni e tutti gli altri disservizi!".
Forse una visione troppo estrema del problema, ma possiamo dargli totalmente torto?

Misc, MeNovember 15, 2006 9:41 am

Sono tornato ieri dagli Stati Uniti. La mia è stata principalmente una "gita" di lavoro, ma ho avuto modo di constatare di persona alcune delle "leggende metropolitane" che si raccontano.

La cosa che maggiormente mi ha colpito, però, va la racconto adesso.

Sabato sera stavo cercando un posto dove mangiare qualcosa, io ed un mio collega stavamo andando un pò a zonzo per Manhattan, più o meno tra le 7 e le 8 di sera.
Arriviamo nel quartiere di Soho, quartiere molto carino ma abbastanza deserto a quest’ora. A Tribeca troviamo solo negozi alla moda (chiusi) e gallerie d’arte vedi precedente). A Chinatown c’era parecchia gente, ma principalmente impegnata in attività commerciali, ed anche quelle erano in chiusura.

Quando siamo arrivati a Little Italy ci siamo imbattuti in un fiume di persone, letteralmente! Sembrava che tutti si fossero dati appuntamento li, c’era coda per entrare in ogni locale o ristorante.

Se solo imparassimo davvero ad esportare come si deve il Made in Itay ed a far si che non si abusi dei nostri marchi…

Comunque aveva ragione Nesta ai mondiali, "tutti criticano l’Italia ma poi vogliono vestire e mangaire come noi".